Mobilità e disabilità visiva: cosa insegna il progetto di Uber, UICI e FISPIC
Uber, UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e FISPIC (Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi) hanno presentato a Roma un progetto nazionale per ridurre le barriere che le persone cieche e ipovedenti incontrano negli spostamenti.
Prevede crediti per le corse, gestiti dalle due associazioni tramite un account Uber for Business, e un programma di formazione per i driver sviluppato con il coinvolgimento diretto di persone cieche e ipovedenti.
La parte più solida dell’iniziativa è il metodo: chi vive ogni giorno le barriere partecipa alla definizione dei contenuti. Resta aperta una domanda che riguarda l’intero sistema della mobilità, non un singolo operatore: come può una persona sapere in anticipo se uno spostamento sarà accessibile, a prescindere da chi gestisce il servizio? Per rispondere serve un dato, non soltanto un’iniziativa.
Negli ultimi anni la mobilità è diventata uno dei terreni su cui si misura davvero l’inclusione: raggiungere un posto di lavoro, un colloquio, un centro sportivo, una visita medica. Chi gestisce servizi di trasporto, e chi amministra le città in cui quei servizi operano, ha oggi l’occasione di costruire qualcosa che dura più di una singola campagna.
Cosa prevede il progetto
La collaborazione si articola su tre piani:
- Crediti per gli spostamenti: Uber li mette a disposizione di UICI e FISPIC, che li gestiscono tramite l’account Uber for Business in base alle esigenze delle rispettive comunità.
- Ambiti d’uso: lavoro e sport, per esempio raggiungere un colloquio o un centro sportivo, ma anche alcune necessità essenziali come appuntamenti medici o amministrativi.
- Formazione dei driver: materiali informativi e brevi video tutorial su come accogliere e assistere una persona con disabilità visiva, comunicare durante il tragitto e gestire i diversi momenti della corsa, diffusi attraverso i canali Uber dedicati ai driver.
Uber sostiene anche economicamente la formazione e le altre iniziative previste. La collaborazione con FISPIC va avanti da diversi anni e viene ora ampliata con UICI e con la sua presenza sul territorio. Nel videomessaggio di presentazione la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha ricordato il legame tra sport, benessere, autonomia e accesso ai trasporti
Cosa funziona: una formazione costruita con le persone interessate
Il passaggio che merita più attenzione è quello sulla formazione. Le persone cieche e ipovedenti non sono soltanto destinatarie del servizio: nella presentazione sono indicate come «parte attiva» nella definizione di attività e contenuti.
È un principio che Willeasy applica dal 2018: gli strumenti e i metodi di rilevazione si sviluppano insieme a persone con esigenze specifiche, e i servizi come WB4U sono validati da un Comitato Tecnico che include persone con disabilità, non solo da strumenti automatici. Chi guida o assiste una persona cieca impara meglio da una persona cieca che da un manuale scritto da altri.
Il modello è replicabile. Qualunque operatore di trasporto può coinvolgere le persone interessate nella progettazione della formazione del proprio personale, a partire da un confronto con le associazioni del territorio.
Cosa un credito non può fare
Ogni iniziativa ha un perimetro, e quello di un progetto privato è per sua natura definito. In questo caso:
- opera dentro una sola app, con un solo operatore;
- si basa su un credito, quindi su una quantità limitata, assegnata dalle associazioni in base alle esigenze delle proprie comunità;
- riguarda le corse su richiesta, non il resto della catena: treno, autobus, tram, metropolitana, percorsi a piedi, stazioni.
Un credito risolve una corsa. Non dice a nessuno se la fermata sotto casa ha percorsi tattili, se l’ascensore della stazione funziona oggi, se gli annunci sono anche sonori e se il punto di salita è raggiungibile in autonomia. E se la persona cambia città, o l’app non è disponibile, il bisogno di partenza resta lo stesso.
Il problema di fondo: sapere in anticipo
Per una persona cieca o ipovedente, pianificare uno spostamento significa conoscere dettagli precisi del percorso: come orientarsi, dove salire, quali informazioni sono disponibili in forma accessibile. Lo stesso vale per chi ha una disabilità motoria, uditiva o intellettiva, per le persone con neurodivergenze, per le famiglie con bambini piccoli.
Per questo il motto del nostro fondatore, William Del Negro, vale anche per i trasporti: le persone non cercano luoghi adatti a tutti, ma semplicemente luoghi adatti a sé. Non serve sapere che un servizio è “accessibile” in astratto. Serve sapere se questo percorso, oggi, va bene per me, e saperlo prima di partire.
Questa informazione dovrebbe avere le stesse caratteristiche per ogni operatore: oggettiva, confrontabile, aggiornata e consultabile da qualunque servizio di pianificazione. È il lavoro che Willeasy sta portando avanti con AccessiNeTEx, la sperimentazione sui dati di accessibilità del trasporto pubblico di Torino di cui parliamo più avanti in questo articolo.
NeTEx ed EPIAP: lo standard europeo per i dati di trasporto
Per i trasporti pubblici lo standard di riferimento per scambiare i dati è NeTEx (CEN/TS 16614), che descrive la rete, gli orari e le tariffe in un formato condiviso. Il Regolamento delegato (UE) 2017/1926 sui servizi di informazione di viaggio multimodali, modificato dal Regolamento delegato (UE) 2024/490, prevede che i dati di mobilità siano messi a disposizione attraverso i punti di accesso nazionali con standard comuni come NeTEx. L’Italia ha il proprio punto di accesso nazionale e utilizza un profilo NeTEx italiano.
Per l’accessibilità esiste uno strumento dedicato: l’European Passenger Information Accessibility Profile (EPIAP), pubblicato nel 2024 come parte 6 della serie CEN/TS 16614. Definisce un insieme minimo di informazioni per valutare l’accessibilità di siti, veicoli e interazione tra i due per le persone con esigenze specifiche. Il testo della norma precisa che, per essere pienamente utile, la Commissione europea deve dichiararne obbligatorio il livello minimo. Chi lo adotta oggi si muove quindi in anticipo.
Cosa possono fare operatori di trasporto e Pubbliche Amministrazioni
Le iniziative come quella di Uber, UICI e FISPIC sono utili e vanno nella direzione giusta. Per chi gestisce servizi di mobilità o amministra un territorio, il passo successivo è dare solidità al dato:
- Rilevare in modo oggettivo l’accessibilità di fermate, stazioni, veicoli e percorsi di collegamento, tenendo conto di esigenze motorie, sensoriali e cognitive.
- Strutturare le informazioni in un formato standard, come NeTEx con il profilo EPIAP, così che qualunque servizio possa leggerle.
- Pubblicarle in forma aperta attraverso i canali previsti, invece di lasciarle in documenti interni, come descriviamo nella pagina sugli open data per la mobilità.
- Aggiornarle nel tempo: un ascensore fuori servizio o un cantiere cambiano l’accessibilità di un percorso da un giorno all’altro.
- Coinvolgere le persone con disabilità nella verifica dei dati e nella formazione del personale, come fa il progetto presentato a Roma.
- Collegare i dati alla pianificazione, per i Comuni anche ai Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche.
I vantaggi vanno oltre la singola iniziativa:
- Più persone raggiungono il servizio, perché possono valutarlo prima di usarlo.
- Maggiore reputazione e un rating ESG più solido, grazie a pratiche documentabili e verificabili.
- Dati riutilizzabili da terzi: planner di viaggio, piattaforme di Mobility as a Service e altri servizi possono valorizzare un dato strutturato.
- Preparazione al futuro: arrivare con dati già in formato standard facilita ogni sviluppo normativo successivo.
Come lavora Willeasy sui dati di accessibilità dei trasporti
AccessiNeTEx è la sperimentazione che Willeasy sta realizzando a Torino con TeamDev Ecosystem, nell’ambito del Living Lab ToMove della Città di Torino. È attiva da novembre 2025 e proseguirà fino a ottobre 2026. Viene descritta come la prima in Italia e in Europa a usare il NeTEx Livello 5 con il profilo EPIAP per i dati di accessibilità del trasporto pubblico. Il progetto ha tre componenti:
- un database NeTEx Livello 5 su fermate, mezzi e percorsi della rete torinese;
- la web app I am a Willer, con cui cittadini e persone con disabilità segnalano in modo anonimo, senza registrazione e in meno di un minuto, le condizioni reali di ascensori, pedane e percorsi, così che i dati restino aggiornati;
- una dashboard per operatori e amministrazioni, per consultare, analizzare e monitorare i dati raccolti.
Il punto di partenza è l’esperienza di Lisbona: nel 2023, nell’ambito del progetto europeo VoxPop, Willeasy ha mappato 50 stazioni della metropolitana. A Torino si passa a NeTEx per ottenere più dettaglio e maggiore interoperabilità. Il progetto è ancora in corso, quindi non ci sono risultati da riportare: Willeasy prevede di condividerli pubblicamente e, se il modello funzionerà, di replicarlo in altre città. Per conoscere meglio il progetto: l’articolo sul progetto AccessiNeTEx a Torino.
Per gli open data sui trasporti, Willeasy lavora con enti di trasporto e amministrazioni locali in quattro passaggi:
- Mappatura di ingressi, uscite, fermate, percorsi, scale, scale mobili, ascensori, montascale e banchine, con i kit di accessibilità.
- Organizzazione e verifica delle informazioni raccolte, compreso lo stato di servizio dei dispositivi di accesso.
- Pubblicazione in formato aperto, consultabile dal portale Willeasy e da altre piattaforme digitali, e utilizzabile da aziende e enti del trasporto, amministrazioni, startup e sviluppatori per creare nuovi servizi e app.
- Aggiornamento nel tempo, con il contributo della community dei Willers.
Willeasy intende inoltre definire uno standard per gli open data sull’accessibilità dei trasporti, con schema, ontologia e dizionari, da proporre al Dipartimento per la Trasformazione Digitale. Tutti i dettagli sono nella pagina dedicata agli open data di Willeasy.
È la stessa logica che Willeasy applica ai luoghi e che porta ai Comuni, come racconta l’esperienza di due Comuni del Friuli Venezia Giulia: informazioni irrilevanti per qualcuno sono vitali per altri. Per le amministrazioni, il punto di partenza è la pagina dedicata alla Pubblica Amministrazione.
Se la tua organizzazione gestisce servizi di trasporto, o se il tuo Comune vuole conoscere e comunicare l’accessibilità di fermate, stazioni e percorsi, è possibile attivare un confronto diretto con il nostro team per valutare le esigenze specifiche e definire un piano operativo su misura.
Fonti
- Superando, Per contribuire a ridurre le barriere che le persone con disabilità visiva incontrano nei propri spostamenti, 8 ottobre 2026
- Superando, Un progetto nazionale per favorire la mobilità delle persone cieche e ipovedenti, 28 settembre 2026
- CEN, CEN/TS 16614 parte 6:2024, NeTEx European Passenger Information Accessibility Profile
- NeTEx CEN, sito di riferimento dello standard
- Regolamento delegato (UE) 2017/1926 sui servizi di informazione di viaggio multimodali
- Regolamento delegato (UE) 2024/490, che modifica il regolamento 2017/1926
- Transmodel CEN, The EU legal context
- Gaetano Ratto, presentazione sul Punto di Accesso Nazionale MMTIS, TTS Italia, 2024


