EN 301 549 cambia: cosa significa per le aziende il passaggio a WCAG 2.2

Da settembre 2026 l’accessibilità digitale in Europa ha un nuovo riferimento tecnico. ETSI ha pubblicato la versione 4.1.1 di EN 301 549, la norma europea che definisce i requisiti di accessibilità per prodotti e servizi digitali.

Per siti web, documenti e software il riferimento passa da WCAG 2.1 a WCAG 2.2, con sei nuovi criteri di successo e il ritiro del criterio 4.1.1 Parsing. 

La nuova versione non ha ancora valore giuridico: lo avrà quando la Commissione europea la citerà nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea. Fino ad allora il riferimento resta la versione 3.2.1.

Ufficio luminoso con grandi finestre e pavimento in legno. Al centro una donna di circa quarant'anni, seduta su una sedia a rotelle, usa la tastiera davanti a un grande monitor che mostra il layout di una pagina web a blocchi azzurri e gialli. Accanto a lei, in piedi, una collega più giovane indica lo schermo con una mano e tiene uno smartphone nell'altra. Sulla scrivania ci sono un taccuino azzurro e una tazza gialla. In primo piano, a sinistra, un portatile aperto sulla scrivania; sullo sfondo un uomo con le cuffie sorride davanti al suo computer.

Negli ultimi anni l’accessibilità digitale è diventata una priorità strategica per banche, ecommerce, operatori di trasporto e Pubbliche Amministrazioni. Con l’European Accessibility Act, applicato in Italia dal 28 giugno 2025 attraverso il D.Lgs. 82/2022, molte organizzazioni hanno affrontato il tema come un esame da superare: un audit, un report, una dichiarazione.

L’aggiornamento di EN 301 549 mostra perché questo approccio non basta. Lo standard si muove, i criteri cambiano, e chi ha lavorato solo per superare un controllo si trova a dover ricominciare. Chi invece misura l’accessibilità nel tempo ha già in mano i dati per capire dove intervenire.

Che cos'è EN 301 549 e perché riguarda le aziende

EN 301 549 (“Accessibility requirements for ICT products and services”) è una norma armonizzata europea elaborata congiuntamente da ETSI, CEN e CENELEC. Definisce in termini tecnici e verificabili cosa significa “accessibile” per un’ampia gamma di prodotti e servizi digitali:

  • siti web e applicazioni mobili
  • software e documenti digitali
  • sportelli automatici, biglietterie e terminali di pagamento
  • servizi di comunicazione vocale, video e testuale
  • servizi di emergenza e di assistenza

Quando una norma armonizzata viene citata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, chi la rispetta gode della cosiddetta presunzione di conformità: si presume che soddisfi i requisiti di legge corrispondenti.

La versione oggi in vigore, la 3.2.1 del 2021, è citata per la Direttiva (UE) 2016/2102 sull’accessibilità dei siti web e delle app degli enti pubblici. La versione 4.1.1 è stata preparata su richiesta della Commissione europea (C(2022) 6456) per supportare anche la Direttiva (UE) 2019/882, cioè l’European Accessibility Act, che riguarda anche i soggetti privati: ecommerce, servizi bancari, trasporti, comunicazioni elettroniche, servizi audiovisivi, ebook.

In Italia, le Linee Guida AgID sull’accessibilità dei servizi in attuazione dell’art. 21 del D.Lgs. 82/2022, pubblicate a marzo 2026, indicano come norma tecnica armonizzata vigente proprio la EN 301 549 v3.2.1. Per questo il passaggio alla nuova versione interessa direttamente chi opera nei settori coperti dall’EAA.

Cosa cambia con la versione 4.1.1

La versione 4.1.1 è stata adottata il 24 agosto 2026 e pubblicata da ETSI all’inizio di settembre. L’European Disability Forum ne ha dato notizia il 4 settembre 2026.

Le novità principali:

  • Da WCAG 2.1 a WCAG 2.2. Le clausole 9 (web), 10 (documenti) e 11 (software) sono allineate a WCAG 2.2, la raccomandazione del W3C pubblicata nell’ottobre 2023.
  • Sei nuovi criteri di successo di livello A e AA, elencati più sotto.
  • Il criterio 4.1.1 Parsing viene ritirato: nella norma la clausola corrispondente è ora indicata come “Void”.
  • Comunicazione in tempo reale: la clausola 6 si amplia dalla comunicazione vocale bidirezionale a tutte le forme di comunicazione in tempo reale, con requisiti più estesi per il testo in tempo reale (RTT).
  • Collegamento esplicito con l’EAA: nuovi allegati mettono in corrispondenza i requisiti tecnici della norma con gli articoli della direttiva.

I sei nuovi criteri

Tre criteri riguardano il modo in cui si interagisce con la pagina, tre riguardano lo sforzo cognitivo richiesto per completare un’operazione.

Un uomo di circa trent'anni, cieco, seduto su un divano chiaro nella zona relax di un ufficio luminoso, usa uno smartphone con il lettore di schermo: tiene il telefono con una mano e tocca lo schermo con l'indice dell'altra, con un auricolare nell'orecchio. Accanto a lui, appoggiato al divano, c'è un bastone bianco e rosso. Sul tavolino davanti a lui ci sono un portatile aperto, un taccuino azzurro e una tazza gialla; sullo sfondo alcuni colleghi lavorano alle loro scrivanie.

 

  • Focus Not Obscured (Minimum), 2.4.11, livello AA: quando una persona naviga con la tastiera, l’elemento su cui si trova non deve essere completamente nascosto da altri contenuti, come un banner o un’intestazione fissa.
  • Dragging Movements, 2.5.7, livello AA: tutto ciò che funziona trascinando deve poter funzionare anche con un semplice clic o tocco, a meno che il trascinamento non sia essenziale.
  • Target Size (Minimum), 2.5.8, livello AA: gli elementi interattivi devono misurare almeno 24 per 24 pixel CSS, oppure essere abbastanza distanziati tra loro, salvo alcune eccezioni.
  • Consistent Help, 3.2.6, livello A: se un sito offre strumenti di aiuto su più pagine, come contatti, chat o numero di assistenza, questi devono trovarsi sempre nella stessa posizione relativa.
  • Redundant Entry, 3.3.7, livello A: le informazioni già inserite in uno stesso processo non devono essere richieste di nuovo, salvo motivi di sicurezza o casi in cui ripeterle sia essenziale.
  • Accessible Authentication (Minimum), 3.3.8, livello AA: accedere non deve richiedere un test cognitivo, come ricordare una password o trascrivere caratteri distorti, a meno che non sia disponibile un’alternativa o un supporto.

E il criterio 4.1.1 Parsing?

Il criterio chiedeva che il codice HTML fosse formalmente corretto, per evitare che le tecnologie assistive interpretassero male la pagina. Con WCAG 2.2 il W3C lo ha dichiarato obsoleto e rimosso: i problemi che copriva oggi sono gestiti dai browser o rientrano in altri criteri. EN 301 549 v4.1.1 si allinea e lo segna come “Void”.

Attenzione però: il ritiro del criterio non significa che la qualità del codice non conti più. Nomi, ruoli e stati degli elementi devono restare leggibili dalle tecnologie assistive, come richiesto da altri criteri ancora in vigore.

Le tempistiche reali: cosa è già deciso e cosa no

Due passaggi sono già avvenuti: la EN 301 549 v4.1.1 è stata adottata il 24 agosto 2026 e pubblicata da ETSI a settembre.

Il passaggio successivo è quello che conta sul piano giuridico: la citazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea da parte della Commissione. Le pianificazioni di ETSI la collocano tra fine novembre e metà dicembre 2026, ma sono date provvisorie, perché nei processi di standardizzazione i tempi possono slittare.

La norma fissa poi tre scadenze per gli enti di normazione nazionali: il 30 novembre 2026 per annunciare la nuova versione, il 31 maggio 2027 per pubblicarla come norma nazionale (in Italia la versione precedente è pubblicata come UNI CEI EN 301549) e il 31 maggio 2028 per ritirare le norme nazionali in conflitto. Sono date che riguardano il recepimento tecnico della norma, non obblighi di legge per le aziende.

Perché conviene muoversi ora

Aspettare la citazione ufficiale per iniziare a lavorare significa arrivare in ritardo. Muoversi adesso offre vantaggi concreti:

  • I nuovi criteri toccano i punti decisivi del percorso utente: login, moduli, carrello, pagamento, assistenza. Sono gli stessi punti in cui si gioca una conversione.
  • Chi ha in programma un restyling o un nuovo sviluppo può integrare WCAG 2.2 fin dal progetto, invece di rimettere mano al codice subito dopo il rilascio.
  • Il lavoro già fatto su WCAG 2.1 resta valido: si tratta di completarlo, non di rifarlo.
  • L’esperienza migliora per tutte le persone: aree più facili da toccare su smartphone, meno dati da reinserire, accessi più rapidi.
  • Reputazione e rating ESG: presentarsi pronti ai nuovi requisiti è un segnale di affidabilità verso clienti, partner e investitori.
  • Un solo percorso invece di due audit ravvicinati: allinearsi ora evita di pagare una verifica sulla versione 3.2.1 e un’altra, pochi mesi dopo, sulla 4.1.1.

Dall'audit una tantum al monitoraggio continuo

WCAG 2.0 risale al 2008, WCAG 2.1 al 2018, WCAG 2.2 al 2023, e il W3C sta già lavorando a WCAG 3.0. EN 301 549 è passata dalla versione 3.2.1 del 2021 alla 4.1.1 del 2026. Nel frattempo un sito cambia ogni settimana: nuovi contenuti, nuove campagne, un plugin aggiornato, un banner in più.

Un audit fotografa un momento. Il giorno dopo quella fotografia può essere già superata. Per questo, secondo Willeasy, l’accessibilità non si certifica una volta e si archivia: si misura e si monitora nel tempo, con dati.

Una sala riunioni luminosa durante una sessione di test di un sito web. A sinistra un giovane uomo con sindrome di Down, con un maglione blu, prova il sito su un tablet appoggiato sul tavolo. Accanto a lui una donna di circa cinquant'anni, con i capelli grigi e un apparecchio acustico visibile, sorride e prende appunti su un taccuino azzurro. Sul tavolo ci sono una tazza gialla e un portatile; alle loro spalle un grande schermo mostra grafici a linee e a barre in azzurro, giallo e rosa che rappresentano un andamento nel tempo.

Il metodo che proponiamo alle organizzazioni si articola in quattro passaggi:

  1. Analisi del punto di partenza rispetto a WCAG 2.2: una verifica tecnica che include i sei nuovi criteri, oltre ai requisiti già in vigore.
  2. Test con persone con disabilità reali: gli strumenti automatici non bastano, soprattutto per criteri come l’autenticazione accessibile o l’aiuto coerente. Con WB4U, il servizio Willeasy per siti ed ecommerce, le verifiche sono validate da un Comitato Tecnico composto da persone con disabilità, non solo da tool automatici.
  3. Piano di miglioramento con priorità chiare: interventi ordinati in base all’impatto sulle persone e sui processi più importanti per l’organizzazione.
  4. Misurazione nel tempo: controlli periodici e dati confrontabili a ogni rilascio, per accorgersi subito di un passo indietro e arrivare preparati al prossimo aggiornamento dello standard.

Parliamone

Se la tua organizzazione vuole capire quanto è distante da WCAG 2.2 e costruire un percorso di monitoraggio capace di reggere ai prossimi aggiornamenti, è possibile attivare un confronto diretto con il nostro team per valutare le esigenze specifiche e definire un piano operativo su misura.

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