Cultura Universale: il workshop di Willeasy a Eureka 2026
Giovedì 5 novembre 2026, alle 16:30, William Del Negro, presidente di Willeasy, tiene a Eureka il workshop “Cultura Universale. Come rendere la cultura fruibile a tutte le persone”. Eureka è la fiera per le Imprese Culturali e Creative, in programma alla Fiera di Pordenone il 5 e 6 novembre. L’incontro si svolge nell’Arena Workshop 1 del Padiglione 5, dura un’ora ed è a cura di Willeasy.
La partecipazione è gratuita, su prenotazione.
La tesi del workshop è semplice: un luogo o un contenuto culturale è davvero accessibile quando viene progettato così fin dall’inizio, con il coinvolgimento diretto delle persone che lo useranno. Un’aggiunta fatta a progetto concluso, o affidata solo alla tecnologia, non basta.
Eureka è una fiera B2B dedicata alle Imprese Culturali e Creative (ICC): aziende che operano nella cultura, nella creatività, nella comunicazione, nel design, nell’audiovisivo, nell’editoria e nelle tecnologie creative. Quella del 2026 è la terza edizione. È ideata e promossa dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con Pordenone Fiere come partner organizzativo.
Che cos'è Eureka e perché ospita un workshop sull'accessibilità
Eureka è una fiera B2B dedicata alle Imprese Culturali e Creative (ICC): aziende che operano nella cultura, nella creatività, nella comunicazione, nel design, nell’audiovisivo, nell’editoria e nelle tecnologie creative. Quella del 2026 è la terza edizione. È ideata e promossa dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con Pordenone Fiere come partner organizzativo.
L’obiettivo è mettere in dialogo le imprese culturali e creative con aziende e professioniste e professionisti di altri settori, tra business matching, convegni e workshop.
La fiera si tiene giovedì 5 e venerdì 6 novembre 2026, dalle 9:00 alle 17:30, alla Fiera di Pordenone. L’ingresso è gratuito, con registrazione online oppure direttamente in fiera. I workshop si svolgono nelle tre arene del Padiglione 5 e sono gratuiti su prenotazione, ma la prenotazione di un workshop non sostituisce la registrazione per entrare in fiera.
Il pubblico di Eureka è fatto di chi progetta e produce cultura: allestimenti, app, siti, audioguide, mostre, esperienze. Sono proprio i momenti in cui l’accessibilità si decide, ed è per questo che un workshop dedicato ha qui un interlocutore naturale
Il programma del workshop
Dopo l’introduzione di William Del Negro, presidente di Willeasy, il workshop parte da una domanda: chi resta fuori dalla cultura e perché. È una riflessione sulle barriere che ancora oggi impediscono a una parte del pubblico di accedere pienamente ai luoghi e ai contenuti culturali.
Si passa poi ai principi della progettazione universale e al modo concreto di applicarli per costruire esperienze realmente accessibili e inclusive. Per mostrarlo, il workshop presenta tre casi studio molto diversi tra loro: l’Ecomuseo Lis Aganis, il Palazzo del Fumetto e Villa Marchese de’ Fabris.
Il passaggio centrale è dedicato all’intelligenza artificiale: da sola non rende accessibile un luogo o un contenuto, e serve il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità, attraverso un Comitato Tecnico. Le conclusioni riassumono i concetti emersi e ribadiscono il messaggio di fondo: una cultura progettata fin dall’inizio per essere accessibile a tutte le persone.
Chi resta fuori dalla cultura e perché
Le barriere culturali non sono solo gradini. Ce ne sono di fisiche, come ingressi e percorsi che non si possono usare. Ce ne sono di sensoriali, come didascalie solo scritte per chi non vede o contenuti solo audio per chi non sente. Ce ne sono di cognitive, come testi lunghi e complessi. E ce n’è una che spesso passa inosservata: la barriera informativa, cioè non sapere in anticipo cosa si troverà in un luogo. È il tema che abbiamo affrontato in Accessibilità culturale e turistica: la rampa non basta.
Il diritto di partecipare alla vita culturale, compreso l’accesso a luoghi come i musei, è riconosciuto dall’articolo 30 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata in Italia con la Legge 18/2009. L’articolo 9 riconosce il diritto di accedere all’informazione e alla comunicazione su base di uguaglianza con le altre persone.
Progettazione universale: cosa significa in un museo o in un sito culturale
La stessa Convenzione ONU definisce la progettazione universale come la progettazione di prodotti, ambienti, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più ampia possibile, senza bisogno di adattamenti o di soluzioni specialistiche. Accanto a questa c’è l’accomodamento ragionevole: le modifiche necessarie per rispondere a esigenze specifiche, purché non comportino un onere sproporzionato.
Applicata alla cultura, la differenza si vede nelle domande da cui si parte. Invece di chiedersi “come adattiamo questo percorso per chi ha una disabilità”, ci si chiede “come costruiamo un percorso che chiunque possa vivere”. Il risultato è un’unica esperienza, senza percorsi separati o secondari, in cui contenuti diversi convivono: audioguide e audiodescrizioni, video nella lingua dei segni, testi Easy to Read, supporti tattili, tavoli multimediali. Sono i quattro linguaggi che compaiono anche nella grafica del workshop.
Tre casi studio: un museo, una dimora storica e un ecomuseo
Il workshop porta tre progetti concreti, molto diversi per tipo di luogo e di patrimonio. Servono a mostrare come i principi della progettazione universale cambino forma a seconda del contesto, mantenendo lo stesso punto di partenza: progettare con le persone che useranno quel luogo, non solo per loro.
Palazzo del Fumetto, Pordenone. L’app del museo, sviluppata con AT Media, accompagna le persone lungo le 20 sezioni con audioguide professionali, video in Lingua Italiana dei Segni e International Sign, testi Easy to Read, in italiano e in inglese. Ogni scelta è stata validata da un Comitato Tecnico di persone con esigenze motorie, sensoriali e cognitive, prima della pubblicazione. Il progetto è raccontato in L’app del Palazzo del Fumetto.
Villa Marchese de’ Fabris, Begliano. Una dimora del Seicento che, durante la Prima guerra mondiale, si trovò sulla linea del fronte dell’Isonzo e fu utilizzata come ospedale militare. Su questa storia Willeasy sta sviluppando un tavolo museale interattivo touch screen dedicato agli ospedali di guerra dell’Isontino, con un percorso a livelli che parte dal contesto del Nord Italia e arriva alla regione e alla villa stessa. È un esempio di come un contenuto storico complesso possa diventare esplorabile in modo autonomo da persone con esigenze diverse.
Ecomuseo Lis Aganis. È l’ecomuseo regionale delle Dolomiti Friulane, con sede a Maniago, nato nel 2004 grazie all’iniziativa comunitaria Leader+. Un ecomuseo è per definizione un museo diffuso sul territorio: un contesto in cui l’accessibilità riguarda non un edificio solo, ma percorsi, luoghi e informazioni distribuiti su un’area ampia. Nel workshop è il terzo caso studio, a conferma che i principi della progettazione universale valgono per patrimoni molto diversi tra loro.
L'IA non basta
L’intelligenza artificiale può accelerare alcune fasi del lavoro. Ma non sa cosa serve davvero a una persona cieca per orientarsi in una sala, a una persona sorda per seguire un racconto, a una persona con disabilità intellettiva per capire un testo. Queste cose le sa chi le vive.
Per questo il metodo Willeasy prevede un Comitato Tecnico composto da persone con disabilità, che prova percorsi e contenuti e li approva prima del rilascio. Non un test finale su un prodotto già definito, ma un confronto che accompagna ogni fase. È lo stesso principio che vale anche per i contenuti digitali: gli strumenti automatici non bastano, come abbiamo scritto parlando dei nuovi requisiti di WCAG 2.2 e EN 301 549 e dell’accessibilità digitale per le aziende.
Cosa può fare da subito chi gestisce un luogo culturale o un'impresa creativa
Non serve aspettare un evento per cominciare. Il primo passo è fare il punto su ciò che esiste: percorsi, allestimenti, didascalie, audioguide, sito, app.
Cosa può usare chi non vede, chi non sente, chi si muove in sedia a rotelle, chi ha bisogno di testi semplici?
Il secondo è pubblicare informazioni oggettive su accessi, percorsi, tempi di visita e servizi, evitando formule generiche come “adatto a tutti”. Subito dopo conviene scegliere più linguaggi e non uno solo, perché un’unica soluzione raramente copre esigenze diverse, e far provare i contenuti alle persone interessate prima della pubblicazione, correggendoli in base ai loro suggerimenti.
Infine servono continuità e competenze: formare chi accoglie, individuare un referente per l’accessibilità e aggiornare i contenuti nel tempo, perché mostre, allestimenti e percorsi cambiano e i contenuti accessibili devono cambiare con loro.
Chi lavora in una Pubblica Amministrazione o in un Comune può partire dalla mappatura dei luoghi culturali del territorio, come racconta la pagina dedicata alla Pubblica Amministrazione.
Come partecipare al workshop
- Quando: giovedì 5 novembre 2026, dalle 16:30 alle 17:30
- Dove: Arena Workshop 1, Pad. 5, Fiera di Pordenone
- Chi interviene: William Del Negro, presidente di Willeasy
- Come prenotare: la partecipazione è gratuita su prenotazione, tramite qr.willeasy.net/eureka26ws o dalla pagina Convegno e workshop del sito di Eureka
- Ingresso in fiera: gratuito, con registrazione online o direttamente al desk accoglienza
Come Willeasy affianca musei, Comuni e imprese culturali
Willeasy accompagna chi gestisce luoghi e contenuti culturali con un metodo in quattro passaggi. Si parte dal rilievo dell’accessibilità del luogo e dei contenuti esistenti, con il Kit Accessibilità: mappatura, Willeasy Report e priorità di intervento.
Segue la progettazione condivisa con il Comitato Tecnico, che coinvolge persone con esigenze motorie, sensoriali e cognitive. Su questa base si costruiscono i contenuti per bisogni diversi, anche con un virtual tour a 360° o con esperienze di realtà aumentata.
L’ultimo passaggio è la verifica e l’aggiornamento nel tempo, con la formazione del personale attraverso Willeasy Learning.
Ogni percorso parte dalle esigenze del singolo luogo: un museo, un ecomuseo e una dimora storica non hanno bisogno degli stessi strumenti, e il metodo si adatta di conseguenza.
Ti aspettiamo a Eureka
Il workshop “Cultura Universale” si tiene giovedì 5 novembre alle 16:30, nell’Arena Workshop 1, Pad. 5, alla Fiera di Pordenone. La partecipazione è gratuita su prenotazione.
Se il tema ti interessa e vuoi capire come applicarlo al tuo museo, ecomuseo, dimora storica, Comune o alla tua impresa culturale e creativa, puoi anche scrivere al team Willeasy per un primo confronto: guardiamo insieme il luogo, i contenuti che hai già e le persone a cui vuoi rivolgerti, senza bisogno di avere un progetto già pronto.
Domande frequenti
Che cos’è Eureka? È la fiera B2B per le Imprese Culturali e Creative, ideata e promossa dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. La terza edizione si tiene il 5 e 6 novembre 2026 alla Fiera di Pordenone.
Quando e dove si tiene il workshop di Willeasy? Giovedì 5 novembre 2026, dalle 16:30 alle 17:30, nell’Arena Workshop 1 del Padiglione 5 della Fiera di Pordenone.
La partecipazione è gratuita? Sì, la partecipazione ai workshop è gratuita previa prenotazione. L’ingresso in fiera è gratuito previa registrazione, che la prenotazione del workshop non sostituisce.
Che cos’è la progettazione universale? È la progettazione di ambienti, prodotti, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più ampia possibile, senza bisogno di adattamenti successivi. È uno dei principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
Perché l’intelligenza artificiale non basta per rendere accessibile un luogo culturale? Perché non conosce le esigenze concrete delle persone. Servono il coinvolgimento diretto di persone con disabilità e la validazione di un Comitato Tecnico, che provi e approvi percorsi e contenuti prima della pubblicazione.
Fonti
- Eureka, La fiera e Convegno e workshop, edizione 2026
- Legge 3 marzo 2009, n. 18, ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità
- Willeasy, L’app del Palazzo del Fumetto
- Associazione Dimore Storiche Italiane, Villa Marchese de’ Fabris
- Ecoheritage, Lis Aganis Ecomuseo delle Dolomiti Friulane


