Disability Manager: chi è, cosa fa e perché è strategico per aziende e Pubbliche Amministrazioni
Negli ultimi anni il tema dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità è diventato centrale nelle strategie di imprese e Pubbliche Amministrazioni. Non si tratta solo di rispettare la normativa, ma di strutturare processi organizzativi realmente inclusivi, sostenibili e misurabili.
In questo contesto emerge una figura chiave: il Disability Manager.
Il quadro normativo di riferimento
In Italia il tema dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità è disciplinato principalmente dalla Legge 68/1999, che regola il collocamento mirato e definisce gli obblighi per le organizzazioni.
Nel tempo, ulteriori indirizzi e linee guida hanno rafforzato l’attenzione verso:
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pari opportunità
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rimozione delle discriminazioni
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accessibilità degli ambienti e dei servizi
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responsabilità organizzativa nella gestione dell’inclusione
Nella Pubblica Amministrazione, specifiche direttive ministeriali hanno valorizzato l’introduzione di competenze dedicate alla gestione della disabilità e dell’accessibilità, promuovendo un approccio strutturato e non meramente formale.
A livello europeo, la Direttiva UE 2019/882 – European Accessibility Act ha ulteriormente rafforzato il tema dell’accessibilità di prodotti e servizi, introducendo requisiti comuni in diversi settori. Pur non disciplinando direttamente la figura del Disability Manager, questa normativa evidenzia come l’accessibilità richieda una gestione organizzativa consapevole, coordinata e basata su competenze specifiche.
In questo scenario, la figura del Disability Manager assume un ruolo di coordinamento e presidio organizzativo, contribuendo a integrare obblighi normativi, politiche di inclusione e gestione operativa.
Chi è il Disability Manager
l Disability Manager è una figura professionale specializzata nella gestione dell’inclusione e dell’accessibilità all’interno di organizzazioni pubbliche e private. Il suo ruolo non si colloca in un unico ambito, ma attraversa diverse funzioni organizzative, dialogando con l’area Risorse Umane, con la direzione, con chi si occupa di sicurezza, comunicazione, gestione degli spazi e sistemi informativi.
Questa trasversalità è uno degli elementi che caratterizzano la funzione: l’inclusione non riguarda un solo ufficio o un singolo processo, ma coinvolge l’intera struttura organizzativa.
Non si tratta, quindi, di un semplice ruolo di riferimento o di un incarico formale, ma di una competenza tecnica e organizzativa capace di tradurre obblighi normativi e principi di pari opportunità in azioni concrete, coordinate e monitorabili nel tempo.
Cosa fa il Disability Manager
L’attività del Disability Manager si sviluppa su più livelli e accompagna l’organizzazione lungo tutto il percorso di gestione dell’inclusione.
Sul piano dell’inclusione lavorativa, questa figura supporta l’inserimento e il mantenimento lavorativo delle persone con disabilità, collaborando con l’area HR e con le diverse funzioni aziendali per individuare soluzioni organizzative adeguate. Interviene in presenza di criticità, facilitando il dialogo e contribuendo a costruire condizioni di lavoro sostenibili nel tempo.
Per quanto riguarda l’accessibilità degli ambienti, il Disability Manager analizza sedi, spazi e postazioni, individuando eventuali barriere fisiche o organizzative e proponendo interventi migliorativi coerenti con il contesto e con la normativa di riferimento. L’obiettivo non è solo adeguare, ma prevenire situazioni di esclusione.
Un ambito sempre più centrale riguarda l‘accessibilità digitale che coinvolge strumenti informatici, documenti, piattaforme interne e canali di comunicazione. In questo contesto, il Disability Manager promuove l’adozione di standard di accessibilità e supporta l’organizzazione nell’utilizzo di una comunicazione inclusiva, contribuendo a rendere realmente fruibili servizi e informazioni.
Infine, un elemento spesso sottovalutato è la misurazione. La raccolta e l’analisi dei dati relativi all’accessibilità rappresentano una componente strategica: senza indicatori e monitoraggio, l’inclusione rischia di restare un principio dichiarato ma non strutturato nei processi decisionali.
Quando il Disability Manager diventa una leva organizzativa
l Disability Manager assume un valore strategico quando non è collocato ai margini dell’organizzazione, ma viene integrato nei processi decisionali e nei meccanismi di governance.
La sua efficacia dipende dalla capacità di lavorare in modo trasversale, in collaborazione con la direzione e con l’area HR, contribuendo a collegare scelte organizzative, politiche di inclusione e gestione operativa.
Diventa una leva organizzativa quando riesce a mettere in relazione l’accessibilità degli ambienti con l’accessibilità digitale, evitando che questi ambiti vengano trattati come compartimenti separati.
Allo stesso tempo, il suo contributo è determinante nella definizione di obiettivi misurabili e indicatori che consentano di monitorare nel tempo l’efficacia delle azioni intraprese.
Assegnare questo ruolo senza competenze specifiche, o limitarlo a un incarico formale, può ridurre l’inclusione a un adempimento normativo. La gestione dell’inclusione non può essere considerata esclusivamente come un obbligo da rispettare, ma come un processo organizzativo che richiede metodo, coordinamento e una visione strutturata.
Per questo motivo è fondamentale poter contare su competenze dedicate e integrate all’interno dell’organizzazione. Se la tua realtà desidera rafforzare la propria strategia di inclusione attraverso un percorso strutturato e professionale, è possibile attivare un confronto diretto con il nostro team per valutare le esigenze specifiche e definire un piano operativo su misura.

